Lavorare nel mondo della tecnologia con l’aiuto di Google

Il corso di formazione per aiutare i giovani che non studiano e non lavoro, sta avendo un enorme successo.

di piero81 7 ottobre 2015 21:08

Sono circa dodicimila i giovani che hanno già preso parte alle attività dell’Officina dei nuovi lavori, il progetto avviato a Roma da Google e Fondazione Mondo Digitale.

L’obiettivo del progetto è quello di fornire formazione gratuita a persone di età compresa tra 15 e 29 anni, con precedenza a coloro che non studiano e non hanno un lavoro, per far acquisire loro competenze digitali, utili per affrontare la moderna realtà lavorativa.

Dopo sei mesi il bilancio dell’Officina dei nuovi lavori è andato oltre le aspettative – con 8235 studenti, 2841 giovani disoccupati e 720 maker coinvolti – e per l’occasione, martedì 6 ottobre, nel meeting organizzato a Roma per illustrare i risultati, c’è stata, per la prima volta, una figura importante: Jacquelline Fuller, direttrice di Google.org.

La responsabile del braccio filantropico di Mountain View, che ha investito 500mila dollari in questo progetto, ha espresso il suo convinto supporto all’iniziativa, manifestando soddisfazione per il lavoro sviluppato.

Il modello intrapreso da Officina dei nuovi lavori andrebbe diffuso in tutta Europa e nel mondo. Gli aspetti più interessanti sono l’utilizzo nei laboratori di coach provenienti dall’industria e da altri settori economici, l’idea secondo cui chi partecipa alla formazione non è soltanto ricettore ma anche maker (produttore), e la formazione di reti che uniscono i vari creatori, un elemento, quest’ultimo, a suo parere fondamentale, per ottenere successo. Le cose che si insegnano a Roma sono esattamente quelle su cui Google vuole investire.

Il progetto, come ha spiegato Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale nel suo intervento introduttivo all’incontro tenuto nella capitale che ha visto la partecipazione anche di Anna Ascani della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, si basa sulla capacità di aver individuato una grossa lacuna nelle risposte educative e formative davanti ad un mondo sempre più complesso e in rapida trasformazione.

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