Ideal Standard annuncia chiusura a Trichiana: a rischio posti di lavoro

Sono circa 500 gli operai che rischiano di non avere più una occupazione.

di Valentina Cervelli 28 Ottobre 2021 18:39

Un’altra azienda annuncia chiusure: in questo caso si parla dello stabilimento Ideal Standard di Trichiana. Una doccia fredda per i 500 operai in attività al suo interno che rischiano di rimanere disoccupati e ovviamente senza stipendio.

SI parla di una zona, quella bellunese, la cui occupazione non gode di buona salute: la regione è già alle prese con la gestione della crisi della Wanbao Acc di Campo San Pietro, dove vi sono circa 300 lavoratori a rischio di licenziamento. Il fatto che non ci sia stato modo di fermare questo annuncio anche dopo la riunione svoltasi presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma non fa ben sperare per il futuro dello stabilimento. A margine del tavolo di trattative tenutosi nella Capitale, l’assessore del lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan ha così commentato:

Giornata drammatica oggi per l’intera industria veneta. La dichiarazione della chiusura dello stabilimento di Ideal Standard a Trichiana ci lascia sotto shock perché è molto grave. I lavoratori, da tempo, avevano mostrato preoccupazione e ipotizzato che le decisioni della multinazionale andassero in questa direzione e, purtroppo, è accaduto ciò che temevano. Non è accettabile che i costi finanziari determinino la chiusura di uno stabilimento: realtà dove nel 2015, rinunciando a 170 euro al mese gli operai determinarono un risparmio di circa 8 milioni di euro.

Un fattore che deve essere preso in considerazione: come si può pensare di mandare a casa, senza provarle tutte, dei lavoratori che per primi hanno investito in prima persona sull’azienda?

Regione Veneto in prima linea per risoluzione

Si tratta di un momento davvero duro per i lavoratori veneti e le parti chiamati in causa stanno cercando di fare di tutto per trovare una soluzione: la Regione Veneto, tra l’altro, ha risposto in modo positivo alle richieste dei sindacati, formalizzando presso il Ministero dello Sviluppo Economico,  la disponibilità a essere parte attiva nella gestione dei tavoli di trattativa.

Una proposta che Ideal Standard ha accettato, fissando per il 5 novembre il primo incontro in Regione al fine di ragionare su qualsiasi soluzione possa essere messa in campo per salvare lo stabilimento, non per ultima la cessione di asset. Purtroppo, come sottolinea ancora la Donazzan, sono andati a vuoto i tentativi di convincere la multinazionale a non abbandonare il sito:

Abbiamo cercato di convincere la multinazionale a rimanere, mettendo a disposizione tutti gli strumenti della Regione, di cui, peraltro, Ideal Standard in passato ha beneficiato. Mi auguro continuino a investire nel nostro territorio, ma con rispetto della filiera e dell’indotto generato. Mi aspetto che un territorio oggi così duramente colpito qual è Borgo Valbelluna, in considerazione delle crisi di Ideal Standard e Acc, divenga uno dei primi punti dell’agenda di Governo in materia di rilancio produttivo e difesa occupazionale.

Il tutto mentre i sindacati denunciano la mancanza di un piano industriale per lo stabilimento.

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