Ita, è ancora rottura trattative con i sindacati

Giornata piena di proteste contro mancato accordo con Ita.

di Valentina Cervelli 21 Settembre 2021 17:14

Nonostante gli sforzi ancora una volta saltano le trattative tra Ita e i sindacati, contrari al contratto di lavoro che il vettore intende offrire ai suoi potenziali dipendenti, mentre dal Governo non arriva nessuna rassicurazione sulla possibilità di prolungare oltre un anno la cassa integrazione degli ex lavoratori Alitalia.

Solo un anno di cassa integrazione

L’Esecutivo non sembra intenzionato a superare i 12 mesi di cassa integrazione per i dipendenti dell’ex compagnia di bandiera: la richiesta di arrivare con questo ammortizzatore sociale fino al 2025 per coloro che non entreranno a fare parte della nuova compagnia non è stata presa in considerazione. È quindi agitazione su tutti i fronti, mentre appare evidente che l’unico obiettivo del presidente di Ita Alfredo Altavilla sia quello di riuscire a far partire il primo volo della sua azienda il prossimo 15 ottobre come stabilito.

Tra l’altro stanotte si è conclusa l’occupazione simbolica da parte della compagine sindacale del tavolo delle trattative con Ita: i rappresentati hanno lasciato intorno alla mezzanotte la sede della società sita all’Eur, nella capitale per poi riversarsi oggi per dare vita a una nuova protesta in piazza San Silvestro. Sempre nel corso di questa giornata infinita sono previste una convocazione dei sindacati da parte delle commissioni parlamentari dopo l’audizione con i vertici di ita e diverse assemblee presso lo scalo di Fiumicino dal pomeriggio fino a notte inoltrata.

Rottura insanabile al momento tra le parti

lufthansa in audizione alla Camera per Alitalia

L’incontro tra Ita e le firme sindacali era cominciato ieri intorno alle sedici: la rottura è arrivata un ora dopo circa quando l’azienda ha fatto sapere che sarebbe andata avanti con il proprio regolamento aziendale anche nel caso in cui non vi sarebbe stato accordo su un contratto collettivo con i sindacati. Quest’ultimi non accettano il taglio medio degli stipendi pari al 38% rispetto ai vecchi emolumenti forniti da Alitalia: un approccio che colpirebbe oin maniera più netta coloro che lavorano in volo.  Un disaccordo che va a pesare ancora di più sullo sciopero previsto per venerdì 24 settembre del settore aereo. Uno stop confermato da Monica Mascia, segretario nazionale Fit-Cisl:

Sin da quando è iniziata la vertenza Alitalia-Ita abbiamo subito detto che il tema occupazionale era imprescindibile. Il fatto che Ita sia una nuova azienda e che nasca ex novo non può costituire un alibi per non riconoscere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che fino a oggi sono stati gli unici a pagare il prezzo delle strategie e delle politiche commerciali fallimentari.

Insomma, problemi su tutta la linea per i lavoratori di Alitalia che rischiano di rimanere con un pugno di mosche in mano

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