Lavoro di notte, possibile esenzione per madri?

di Valentina Cervelli 27 Novembre 2023 17:37

È possibile, per quel che riguarda il lavoro di notte, ottenere l’esenzione per le madri? Scopriamo insieme cosa si sa in tal senso a livello normativo.

Lavoro di notte, cosa sappiamo

Quella relativa al lavoro di notte è una domanda alla quale risponde la legge n. 66 del 2003, che spiega all’interno dell’art. 11 comma 2 che non esiste obbligo di prestazione del lavoro notturno per la madre lavoratrice, anche che sia adottiva o affidataria di un minore.

Questa esenzione dal lavoro di notte è valida nei primi tre anni dall’ingresso del bambino nella famiglia e non oltre il dodicesimo anno di età. Lo stesso, in alternativa, è valido per il lavoratore padre affidatario o adottivo convivente con la suddetta madre.

È un elemento questo importante se si pensa al ruolo delle donne per quel che concerne l’occupazione e il loro contestuale essere madri. Il lavoro di notte è addirittura proibito dalla legge fino a un anno di età del bambino. Mentre fino ai tre anni, sia la mamma che il papà non sono obbligati a lavorare di notte e possono richiedere di non essere posti in tale turnazione. Per quanto riguarda i 12 anni di età, questa caratteristica è valida se la mamma o il papà lavoratori sono gli unici affidatari. È valido anche se non sono gli unici affidatari ma il bambino è disabile.

Ovviamente la norma dà priorità alla donna in questo caso. Ciò non toglie che la richiesta possa essere fatta anche dal padre convivente, ma può essere accettata solo in caso la donna convivente rinunci a esercitarlo.

Come viene considerato il lavoro notturno

Dobbiamo sottolineare che con i termini lavoro di notte intendiamo quel lavoro notturno che viene svolto dalle 24 alle 6 del mattino. Non viene calcolato il tempo necessario a raggiungere il luogo di lavoro. Questo si traduce nella possibilità della madre di poter smettere di lavorare alle 23:59. O iniziare dalle 6 senza che venga posta alcuna sanzione sulle spalle del datore di lavoro.

Il lavoro di notte, va evidenziato, ed è considerato usurante: ragione questa che dovrebbe portare a una paga più alta e ad alcune agevolazioni in ambito pensionistico. Più generalmente, la legge sostiene che non esiste obbligo di lavoro notturno per le donne in periodo di maternità dai 300 giorni prima del parto fino a un anno di età del bambino.

E ancora, per quelle che hanno un bambino con meno di tre anni: in alternativa tale agevolazione può essere richiesta dal padre se convivente. Parliamo di un diritto riservato al genitore unico affidatario di un figlio convivente con meno di 12 anni e a coloro che lavorano assistono un soggetto disabile in base alla legge 104 del 1992

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