Tim e Dazn, accordo da rifare

Per Tim è il momento di rivedere l'accordo con il servizio di streaming.

di Valentina Cervelli 14 Giugno 2022 17:16
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Accordo da rifare tra Tim e Dazn: ma c’è tempo. L’Antitrust ha deciso di prorogare i termini per lo stesso fino a marzo 2023 dopo ave rigettato il documento presentato dalle due aziende in risposta alle possibili violazioni di concorrenza.

Problema di concorrenza da rivedere

Più nello specifico parliamo delle potenziali violazioni legate all’accordo tra le due parti occorso lo scorso luglio. A rendere nota la questione un comunicato del Codacons che è stato coinvolto in merito ai possibili diritti lesi degli utenti. In base a quello che riporta Reuters, proprio le norme sulla concorrenza vigenti nel nostro paese sia Tim che Dazn rischiano una multa pari fino al 10% del loro fatturato nel caso venissero trovati colpevoli.

È questa infatti la pena pecuniaria per coloro che violano le norme di concorrenza del mercato. Facciamo un passo indietro:  nel marzo del 2021 Dazn ha vinto i diritti televisivi per quel che concerne la trasmissione delle partite di serie A per tre stagioni, fino quindi al 2024 per una cifra di 840 milioni l’anno. La stessa ha poi siglato un accordo con Tim, presentato sia come operatore di telefonia e pay tv di riferimento oltre che  partner tecnologico.

Questo si traduce nella messa a disposizione di Telecom Italia della propria banda per la trasmissione delle partite e che la app di Dazn è presente sul portale di Tim Vision, pagando un canone annuo di 340 milioni. Appena firmata l’intesa, il Garante della concorrenza ha fatto partire una istruttoria per verificare che non vi fossero stati illeciti legati alla concorrenza e alla possibilità di proporre offerte vantaggiose ai consumatori. Fatti che violerebbero in questo modo l’articolo 101 del TFUE, Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il quale impedisce accordi, decisioni e pratiche tra imprese che incidono sul commercio tra paesi dell’UE. Senza contare i problemi legati agli altri operatori di telecomunicazioni bloccati anch’essi dal poter applicare sconti per i contenuti relativi al calcio.

Ecco cosa intende fare Tim

Il Codacons ha attualmente presentato un esposto, sempre all’Antitrust, legato all’aumento tariffario attivato da Dazn per la visione del campionato di calcio 2022-2023 disposti dalla società. E se Tim ha sottolineato che sta valutando le sue prossime mosse, Dazn ha sottolineato che “prende atto del provvedimento dell’Autorità che proroga il termine di conclusione del procedimento e, in attesa della comunicazione delle risultanze istruttorie […] continuerà ad agire al fine di assicurare la conformità dell’accordo“.

Il Codacons non intende lasciar correre l’aumento dell’abbonamento del servizio, pari al 50% rispetto a quello della scorsa stagione, che non andrebbe a gravare solo sulle tasche degli italiani. Secondo l’associazione porterebbe squilibrio nel settore perché vi sarebbe da parte di Dazn una modifica unilaterale delle “offerte commerciali violando gli interessi di utenti e tifosi.

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