Infortuni sul lavoro, il bilancio del 2025
Infortuni sul lavoro? Il bilancio del 2025 non è tra i migliori. Le criticità da sempre presenti non hanno trovata quella che è la risoluzione auspicata ormai da anni.
Il numero degli infortuni sul lavoro non cala
Ecco quindi che il 2025 si chiude con un bilancio complesso per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro: un tema che continua a occupare un posto centrale nel dibattito pubblico. Nonostante gli sforzi normativi, le campagne di sensibilizzazione e l’attenzione crescente delle istituzioni, il lavoro resta per molti un’attività che comporta rischi significativi, soprattutto in alcuni settori chiave dell’economia.
Nel corso dell’anno appena concluso, gli infortuni sul lavoro hanno mostrato un andamento altalenante. In alcuni comparti si è registrata una lieve diminuzione degli incidenti, segnale che gli investimenti in formazione e prevenzione iniziano a produrre risultati. In altri settori, invece, il numero di incidenti è rimasto stabile o addirittura aumentato, evidenziando come le misure adottate non siano ancora sufficienti o applicate in modo uniforme.
Particolarmente critiche restano le situazioni legate all’edilizia, all’agricoltura e alla logistica. Qui il lavoro manuale, l’uso di macchinari complessi e la pressione sui tempi di consegna continuano a esporre i lavoratori a rischi elevati. Nel 2025 si è parlato molto anche degli infortuni legati alla precarietà e al lavoro irregolare, condizioni che spesso portano a una minore formazione sulla sicurezza e a una scarsa tutela dei diritti.
Cresce però la consapevolezza

Un altro elemento emerso con forza è l’impatto dell’età dei lavoratori. Da un lato, l’invecchiamento della forza lavoro rende più frequenti gli infortuni con conseguenze gravi, perché il recupero fisico è più lento. Dall’altro, i lavoratori più giovani, spesso con contratti temporanei, risultano più esposti agli incidenti per mancanza di esperienza e di affiancamento adeguato. Il 2025 ha quindi confermato che la sicurezza non è solo una questione di regole, ma anche di organizzazione e cultura aziendale.
Durante l’anno si è discusso molto anche di tecnologia come possibile alleata della prevenzione. Sensori, dispositivi di protezione più avanzati e sistemi di monitoraggio digitale sono entrati in molte realtà produttive. Tuttavia, la loro diffusione è ancora limitata e spesso riservata alle aziende più strutturate, mentre le piccole imprese faticano a sostenere i costi e ad adattarsi rapidamente al cambiamento.
Il bilancio del 2025 mostra quindi luci e ombre. Se da un lato cresce la consapevolezza dell’importanza della sicurezza sul lavoro, dall’altro i numeri degli infortuni ricordano che la strada da percorrere è ancora lunga. Ridurre davvero gli incidenti significa investire in prevenzione, formazione continua e controlli efficaci, ma soprattutto mettere la tutela della vita e della salute dei lavoratori al centro di ogni scelta produttiva. Solo così i prossimi anni potranno raccontare una storia diversa.
