Green Pass, cosa fare se scade durante l’orario di lavoro

Cosa fare nel caso in cui la certificazione scada mentre si è al lavoro.

di Valentina Cervelli 21 Ottobre 2021 17:52
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Cosa fare se il green pass scade nel corso dell’orario di lavoro? Per coloro che non sono vaccinati, la documentazione viene rilasciata in base al risultato del tampone di rilevazione del virus dalla durata di 48 ore per quello antigenico e di 72 ore per quello molecolare. Come gestire questo problema?

Vaccino per non avere green pass a scadenza

La risposta più semplice e veloce sarebbe quella di vaccinarsi: in questo modo non solo si godrebbe dell’immunizzazione nei confronti del covid-19 ma di un green pass dalla validità di 12 mesi utile per svolgere tutta una serie di azioni, tra le quali quella di poter lavorare teoricamente in tutta sicurezza. Per chi ha deciso invece di non sottoporsi alla vaccinazione la strada dell’esecuzione dei tamponi è l’unica percorribile, con tutte le problematiche che una tale decisione comporta.

Quando ci si sottopone al tampone antigenico la piattaforma sanitaria nazionale genera in poche ore un green pass valido due giorni, che sale a cinque quando il tampone eseguito è di tipo molecolare. Uno dei primi problemi che si presentano in questo caso è quello di non ottenere l’erogazione del pass in tempo per l’entrata al lavoro. Va detto però che in questo caso il lavoratore non dovrebbe avere problemi comunque visto che può presentare la documentazione relativa al tampone rilasciata dalla struttura nella quale lo ha eseguito.

La criticità più importante di questo approccio al green pass è senza dubbio di tipo economico dato che mentre la vaccinazione è gratuita, il tampone ha un costo di 8 euro per i minorenni e di 15 per coloro con età maggiore di 18 anni: sul lungo periodo non è una strategia tra le più consigliabili.

Si viene allontanati se scade il green pass?

Cosa fare quindi se il proprio green pass ottenuto da tampone scade mentre si è impegnati al lavoro? Si viene allontanati? Il Governo ha stabilito che il datore di lavoro debba controllare il green pass nel momento del primo accesso alla struttura a prescindere che si tratti di un ufficio o una fabbrica: per legge quindi il lavoratore può concludere il turno di lavoro senza problemi. Sarà poi obbligo del lavoratore eseguire un altro tampone che gli consenta di entrare sul luogo di lavoro il giorno successivo.

Difficilmente, a meno di casi particolari, il lavoratore necessiterà di sottoporsi al tampone nel corso dell’orario di lavoro: ove tale occorrenza si verificasse, il datore dovrebbe riconoscere al sottoposto un permesso retribuito per poter eseguire la procedura. Viene sottolineato all’interno delle Faq sul green pass del Governo:

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

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