Green pass sul lavoro: cosa succede se si violano le regole

Ecco cosa rischiano in caso di illecito lavoratore e datore di lavoro.

di Valentina Cervelli 7 Ottobre 2021 11:46
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Cosa succede se si violano le regole legate al green pass sul lavoro? Il mantenimento della sicurezza sul lavoro e quindi della salute dei lavoratori è fattore primario del sostegno della ripresa in Italia: è per questa motivazione che è stato esteso l’obbligo di green pass ai lavoratori del settore privato.

Gli obblighi del lavoratore relativi al green pass

A decretare tale situazione è stata l’introduzione dell’art. 9-septies nel Dl n. 52/2021 con l’art. 3 del Dl n. 127/2021. Tradotto in comportamenti, questo significa che il datore di lavoro dovrà entro il 15 ottobre, data nella quale le disposizioni diverranno legge, adottare delle specifiche misure affinché la propria attività possegga un soggetto incaricato che si occupi di verificare che il lavoratore sia in possesso di green pass. Delle linee guida ancora non sono pronte ma è già palese dalla lettura della norma che i controlli potranno avvenire prima che l’operatore entri al lavoro ma anche nel corso dello stesso.

Ciò su cui bisogna fare chiarezza è quali possano essere le responsabilità penali e amministrative sia per i lavoratori sprovvisti di green pass che per i datori di lavoro che non si metteranno in regola in modo adeguato.  La legge vuole, per ciò che concerne il datore di lavoro, che il mancato controllo o il controllo insufficiente del green pass dei lavoratori comporti una multa che va dai 400 ai 1000 euro, che potrebbe raddoppiare in caso di reiterata violazione. Bisogna tenere da conto che una simile violazione andrebbe considerata tale anche per quel che concerne l’applicazione delle norme di sicurezza volte alla tutela della salute dei lavoratori: in questo caso le conseguenze sarebbero penali dato che è dovere del datore di lavoro provvedere alla protezione dei suoi operatori da infortuni ed eventi dannosi.

Cosa succede al lavoratore privo di green pass

In caso di contagio da coronavirus relativamente ai casi ipotizzati legati a mancati o insufficienti controlli del green pass, al datore di lavoro potrebbe venire contestato il reato di lesioni personali colpose che diverrebbero omicidio colposo in caso di decesso della persona, entrambi aggravati dalla violazione delle disposizioni del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Ovviamente se dimostrato il nesso di casualità.

È molto importante in questa situazione, una volta vigente la legge relativa all’obbligo di green pass sul luogo di lavoro, anche il comportamento del  lavoratore che non deve evadere o eludere i controlli da parte del datore di lavoro.  Secondo la  norma che entrerà in vigore il prossimo 15 ottobre, chi si presenta senza green pass e lo dichiara è considerato assente ingiustificato sino alla presentazione del certificato verde non ha diritto ad alcuna retribuzione nel coso della assenza. Non vi saranno sanzioni disciplinari o possibilità di licenziamento, ma dovrà provvedere a mettersi in regola.

Nel caso il lavoratore si presenti al lavoro ma senza dichiarare di non avere il green pass e venga sorpreso senza, per lui è prevista una ammenda che va dai 600 ai 1500 euro alla quale si accompagneranno provvedimenti disciplinari. In caso di green pass alterato o contraffatto, potrebbe scattare l’indagine penale per uso di atto falso o falsità materiale, mentre in caso di utilizzo del green pass di un’altra persona potrebbe essere configurato il reato di sostituzione di persona.

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