Bce, recessione in Eurozona più probabile

La Bce sincera su tutta la linea a proposito dell'attuale situazione dell'Eurozona.

di Valentina Cervelli 17 Novembre 2022 11:01
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La Bce non ha molti dubbi: l’Eurozona rischia di rimanere vittima di una recessione tecnica.  Vediamo insieme cosa significano queste due parole.

Bce non nasconde possibilità di recessione

Questi termini vengono utilizzati quando si prospettano due trimestri di crescita negativa. Una condizione che in molti prevedevano potesse verificarsi e che il vicepresidente della BCE Luis de Guindos conferma.

Lo fa attraverso una nota all’interno della quale viene spiegato che i rischi legati alla stabilità finanziaria dell’Europa sono aumentati rispetto al passato. Le ragioni sono lo shock energetico, la bassa crescita e l’alta inflazione. E le condizioni finanziarie generali che si vanno man mano inasprendo.

Come già notato nei mesi scorsi i governi più indebitati, le famiglie e le imprese sono più vulnerabili e nel caso dovessero peggiorare le prospettive per il futuro, il default di diverse aziende non è da escludere. In particolare questo rischio vi è per quelle imprese che sfruttano maggiormente l’energia elettrica per lavorare.

La Bce, per evitare ciò, ha richiesto ai governi di mettere in campo delle misure che possano rispondere in modo mirato a quelle che sono le esigenze del settore. Ma che allo stesso tempo non devono influenzare in negativo gli interventi di normalizzazione della politica monetaria.

Anche Ignazio Visco richiede attenzione

Quest’ultima si sta muovendo continuando a lavorare sui tassi di interesse e sul loro aumento. Anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato come vi sia il bisogno di continuare su questa linea. Tenendo comunque da conto le motivazioni che dovranno portare ad avere un approccio meno aggressivo in futuro. Con l’obiettivo di evitare un’eccessiva perdita di potere d’acquisto.

Secondo l’economista italiano bisogna trovare l’equilibrio giusto che consenta di evitare un’inflazione troppo alta sul lungo periodo. E allo stesso tempo evitare che peggiori tanto la condizione economica delle persone da rendere necessario rimanere troppo sotto l’obiettivo corretto dell’inflazione.

Insomma, bisogna evitare un eccessivo rallentamento dell’attività produttiva che avrebbe conseguenze negative sulla dinamica dei prezzi.

La situazione di imprese e famiglie, secondo la Bce, non è semplice. Entrambe hanno molta difficoltà a onorare i propri debiti. Questo potrebbe portare, tra le altre cose, a una possibile perdita di crediti delle banche sul medio termine.

Gli istituti incontrerebbero una maggiore difficoltà a mantenere la liquidità giusta per gli accantonamenti necessari che potrebbe portare a un maggiore deterioramento della qualità degli attivi.

Secondo la BCE, il sostegno oltre che mirato dovrebbe essere temporaneo e dedicato a chi e più colpito da difficoltà, onde evitare innalzamento eccessivo del debito pubblico. Una situazione al momento tutt’altro che rosea quindi.

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