Coronavirus, come reagiscono le compagnie aeree

Una situazione dalla gravità senza precedenti sta portando a decisioni estreme.

di Valentina Cervelli 30 Marzo 2020 12:11
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Tra i settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus vi è sicuramente quello del trasporto aereo: sono sempre di più gli aerei fermi nei diversi scali in Italia e in Europa. Viene quindi naturale chiedersi: come stanno affrontando la crisi le compagnie aeree? Che fine fanno i lavoratori?

Da Alitalia a Quantas ecco le reazioni

Nel nostro paese Alitalia ha richiesto e ottenuto un aumento dei numeri in cassa integrazione, ma gli altri? Le cronache ci indicano che sono molte in tutto il mondo le compagnie che stanno prendendo delle decisioni drastiche e pochi aerei in cielo e molti in terra è divenuta la normalità.  Tra le ultime che hanno fatto “scalpore” per le loro decisioni vi sono la Singapore Airlines che ha annullato quasi tutti i suoi voli tanto quando Emirates e Etihad che hanno fatto lo stesso. Qantas e Air New Zealand hanno bloccato tutti i collegamenti internazionali mentre l’India ha fermato quelli nazionali. Ryanair, su territorio europeo ha bloccato quasi tutta la flotta e non ricomincerà a viaggiare prima di giugno, analogamente a quanto deciso da easyJet.

In pratica gli unici voli che p0ssono essere considerati davvero attivi sono quelli di rimpatrio di persone, quelli cargo e quelli legati alle emergenze sanitarie. Circa 92 mila voli sono stati bloccati la scorsa settimana, per una diminuzione del 60% rispetto ai voli dell’anno precedente. Percentuali che sono destinate ad aumentare nel medioriente data la chiusura dei cieli decisa in zona.

Gli unici voli ancora attivi sono quelli per il rimpatrio dei connazionali, i voli di emergenza sanitaria e quelli cargo. La scorsa settimana, i collegamenti in Europa sono diminuiti del 60% circa rispetto alla stessa settimana dello scorso anno con una perdita di circa 92mila voli. In Medio Oriente la diminuzione è del 45% un numero destinato ad aumentare dal momento che le compagnie dell’area hanno chiuso i cieli. Trend in contrasto con quello dell’Asia che sta pian piano ripartendo.

Come è la reale situazione per le compagnie aeree

emergenza coronavirus compagnie aeree

La situazione, come illustrato è abbastanza grave: quando verrà toccato il fondo? Aprile già da ora mostra che sarà il mese nel quale si toccherà il minimo dei voli previsti, con un calo fino al 95% sulla tratte internazionali in Europa e decrementi del 50-100% a livello nazionale a seconda degli Stati presi in considerazione e alle restrizioni di quarantena applicate.

Molti aerei passeggeri, questa è la tendenza, sono stati trasformati in voli cargo da alcune compagnie che in questo cambiamento stanno riuscendo a sostenere sia i propri bilanci che venendo incontro alle necessità della popolazione favorendo il libero scambio di merci. Al momento, ad esempio, negli Stati Uniti Delta e American e United stanno eseguendo solo attività cargo, seguite da moltissime altre compagnie in tutto il mondo che stanno adattando i propri velivoli.

Il più grande problema di questa emergenza da Coronavirus è che non si sa quanto effettivamente durerà: come sottolineato da IATA, l’associazione internazionale delle compagnie aeree, sarà necessario osservare la situazione con attenzione e mettere in campo un piano di ripresa importante una volta che tutto sarà concluso onde evitare che il settore collassi.

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