L’intelligenza artificiale pronta a “rubare” lavoro a breve termine? Sembrerebbe di si secondo Mustafa Suleyman, imprenditore tecnologico e cofondatore di DeepMind.
Intelligenza artificiale e mansioni
Parliamo di una delle voci più ascoltate per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, perché letteralmente uno dei protagonisti del settore. Secondo il manager nel giro di circa 18 mesi molte attività d’ufficio potrebbero essere in larga parte sostituite. O profondamente trasformate da sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati.
La sua previsione si basa sui progressi rapidissimi dei modelli linguistici e degli strumenti di automazione digitale. Fino a poco tempo fa l’IA era capace soprattutto di svolgere compiti molto specifici, come riconoscere immagini o suggerire contenuti. Oggi, invece, i sistemi più evoluti riescono a comprendere testi complessi, scrivere email, redigere relazioni, analizzare documenti legali, preparare presentazioni e persino rispondere ai clienti in modo convincente.
In pratica, molte delle mansioni tipiche di un impiegato amministrativo o di un addetto al servizio clienti possono già essere replicate da software intelligenti.
Secondo Suleyman, la differenza rispetto al passato è la velocità. L’intelligenza artificiale non migliora in modo lineare, ma accelera grazie alla disponibilità di enormi quantità di dati e di potenza di calcolo. Ciò significa che strumenti oggi considerati “assistenti” potrebbero presto diventare veri e propri sostituti per alcune funzioni. Non si parla solo di automatizzare compiti ripetitivi, ma di gestire interi flussi di lavoro, dalla gestione delle richieste via email fino alla produzione di rapporti dettagliati.
Necessari investimenti per affrontare cambiamenti

Questo scenario non implica necessariamente una scomparsa totale dei posti di lavoro. Ma una loro trasformazione profonda di certo. E su questo non possiamo che essere d’accordo. Suleyman sottolinea che molte aziende adotteranno l’IA per ridurre i costi e aumentare l’efficienza.
Se un software può svolgere in pochi minuti attività che richiedono ore di lavoro umano, la tentazione di riorganizzare il personale sarà forte. In particolare, i ruoli più esposti sarebbero quelli legati all’inserimento dati, alla contabilità di base, all’assistenza clienti standardizzata e alla gestione documentale.
Allo stesso tempo, però, emergeranno nuove esigenze. Le imprese avranno bisogno di persone capaci di supervisionare i sistemi di intelligenza artificiale, verificarne l’accuratezza e intervenire nei casi complessi. La componente umana resterà cruciale nelle decisioni strategiche, nella creatività, nella gestione delle relazioni e nell’interpretazione dei contesti più delicati. L’IA può generare testi e analisi, ma non possiede esperienza diretta del mondo né responsabilità morale.
Le parole del manager ovviamente devono fare riflettere Le aziende devono farsi trovare preparate. Così come i lavoratori. Se davvero nei prossimi 18 mesi assisteremo a un’accelerazione così forte, gli investimenti sulla formazione e nell’aggiornamento delle competenze non dovranno mancare.