Whirlpool cede 75% attività in Europa

La Whirlpool dà il via ad accordo industriale che spaventa i sindacati.

di Valentina Cervelli 18 Gennaio 2023 11:35
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La Whirlpool ha deciso di cedere il 75% delle attività italiane ed europee ad Arcelik. E questa rischia di essere davvero una brutta notizia per i lavoratori del nostro paese.

Accordo Whirlpool-Acerlik sotto lente d’ingrandimento

Quello che era un disimpegno negato negli scorsi mesi si è trasformato alla fine in un disinvestimento. Cedendo 75% delle sue attività europee ai turchi, conosciuti in Italia per il marchio Beko, la Whirlpool potrebbe dar vita a una vera e propria stretta a livello occupazionale nel nostro paese.

L’intesa nata con gli industriali turchi ha portato la creazione di una joint venture che si troverà a gestire 11 siti differenti e più di 20 mila dipendenti. Ed è comprensibile che i sindacati lancino l’allarme, dato che spesso tali operazioni finiscono per portare con sé importanti rischi occupazionali e industriali. La ragione? Le sinergie da mettere in atto e le ottimizzazioni dei costi.

Secondo indiscrezioni stampa l’accordo tra Whirlpool e Arcelik chiamerebbe in casa sinergie sui costi per più di 200 milioni di euro. In Italia sono 4mila circa i lavoratori che potrebbero trovare difficoltà nei prossimi mesi.

E la situazione è apparsa così seria che anche il ministro Adolfo Urso ha annunciato la convocazione dell’azienda al Mimit per discutere delle intenzioni industriali dell’azienda. Con lo scopo di salvaguardare il livello occupazionale e la produzione in Italia.

Chiusura accordo prevista per seconda metà dell’anno

La chiusura dell’accordo tra Whirlpool e Arcelik è prevista per la seconda metà di quest’anno, ma si stima già un fatturato medio intorno ai sei miliardi di euro. Whirlpool contribuirà con il suo mercato europeo dei grandi elettrodomestici e con i suoi marchi, mentre l’altra metterà sul tavolo l’elettronica di consumo, i piccoli elettrodomestici e la climatizzazione.

Per mesi le firme sindacali hanno richiesto un intervento del Governo sul dossier non credendo alle rassicurazioni di Whirlpool.

L’annuncio della joint venture ha semplicemente esacerbato le preoccupazioni. Il rischio di licenziamenti e taglio dei costi, secondo i sindacati, è previsto proprio dai termini utilizzati per l’accordo. Ragione per la quale le parti sociali richiedono un tavolo ministeriale urgente che veda il Governo come protagonista della discussione.

L’obiettivo è ovviamente quello di ottenere la garanzia nel posto di lavoro per i 4700 dipendenti italiani nelle diverse sedi della Whirlpool. Purtroppo è ben presente nella memoria ciò che è successo con la chiusura dello stabilimento di Napoli, dove le istituzioni hanno fallito nel sostenere i lavoratori.

Non ci si può permettere una conclusione similare: l’esecutivo deve scendere in campo in modo netto.

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