Le partite IVA possono scioperare? La risposta sembra scontata ma date le forme di lavoro attualmente in auge la situazione può essere valutata in maniera più approfondita.
Partite IVA e sciopero
Quando si parla di sciopero, si pensa quasi sempre ai lavoratori dipendenti. Negli ultimi anni, però, il tema ha iniziato a coinvolgere sempre di più anche il mondo delle partite IVA, soprattutto in settori dove i lavoratori autonomi collaborano stabilmente con aziende, piattaforme digitali o grandi committenti. La domanda che molti si pongono è semplice: una partita IVA ha davvero diritto di scioperare?
Dal punto di vista giuridico, il diritto di sciopero in Italia è riconosciuto dalla Costituzione ai lavoratori subordinati. Questo significa che il classico sciopero, regolato da norme precise e spesso organizzato dai sindacati, riguarda principalmente chi ha un contratto da dipendente. Le partite IVA, essendo lavoratori autonomi, non rientrano automaticamente in questa categoria e quindi non godono delle stesse tutele previste per i dipendenti.
Tuttavia la situazione è più complessa di quanto sembri. Esistono infatti diverse tipologie di lavoro autonomo e non tutte funzionano allo stesso modo. Alcuni professionisti con partita IVA lavorano in piena autonomia, scegliendo clienti, orari e modalità operative. In questi casi parlare di sciopero è difficile, perché il lavoratore non è legato da un rapporto subordinato e può semplicemente interrompere la propria attività, assumendosi però il rischio economico della scelta.
Cosa succede con le collaborazioni continuative

Diverso è il caso delle cosiddette collaborazioni continuative o dei lavoratori autonomi economicamente dipendenti da un unico committente. In questi contesti, pur non essendolo, molti lavoratori svolgono attività molto simili a quelle dei dipendenti. È il caso, ad esempio, di alcuni rider, collaboratori dei media, consulenti continuativi o professionisti che operano stabilmente per una sola azienda.
Proprio in questi settori negli ultimi anni sono nati accordi collettivi e contratti specifici che riconoscono forme di tutela più vicine a quelle del lavoro subordinato. Alcuni contratti collettivi legati alle piattaforme digitali o alle collaborazioni coordinate e continuative prevedono infatti la possibilità di astensione collettiva dal lavoro, una forma che di fatto assomiglia molto allo sciopero tradizionale.
Anche nel settore giornalistico esistono casi particolari. Alcuni freelance iscritti ad associazioni professionali partecipano a proteste collettive organizzate insieme ai dipendenti, pur senza avere sempre le stesse garanzie legali. Lo stesso accade nel mondo dello spettacolo, della logistica e dei servizi digitali, dove il confine tra lavoro autonomo e subordinato è spesso molto sottile.
In generale, quindi, una partita IVA non ha automaticamente il diritto di sciopero così come previsto per un dipendente. Tuttavia alcuni contratti collettivi, accordi di categoria e forme ibride di collaborazione stanno introducendo strumenti simili, soprattutto nei settori dove il lavoratore autonomo dipende economicamente da pochi committenti.