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Ducati, rafforzo presenza tramite Borgo Panigale?

Ducati, rafforzo presenza tramite Borgo Panigale? Cerchiamo di capire come possa divenire possibile aumentare la presenza produttiva del brand in Italia.

Come rafforzare la presenza Ducati nella Penisola?

Quando si parla di riportare Ducati a produrre in Italia, bisogna prima chiarire un punto: la produzione italiana non è mai scomparsa. Il cuore industriale della casa di Borgo Panigale è ancora lo stabilimento bolognese, dove continuano a essere realizzati diversi modelli e componenti. Negli ultimi anni, però, Ducati ha distribuito parte della produzione internazionale anche in altri Paesi, in particolare in Thailandia e Brasile.

Oggi l’obiettivo sembra essere quello di rafforzare nuovamente il ruolo dello storico stabilimento emiliano. La questione è diventata particolarmente attuale quest’anno, centenario Ducati. Nell’aprile scorso l’azienda e il Comune di Bologna hanno firmato un protocollo per ampliare e riqualificare il sito emiliano. E il progetto prevede interventi sugli edifici, sulle aree produttive e sugli spazi destinati alla ricerca e sviluppo. Sono previsti anche interventi ambientali e un nuovo parcheggio dotato di impianti fotovoltaici.

Il passaggio più importante è arrivato ad agosto, quando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’Accordo di Sviluppo proposto da Ducati. Il programma, chiamato “Ducati Raise the Bar”, prevede investimenti complessivi per 121 milioni di euro, con un contributo pubblico di 33 milioni. Una parte superiore ai 99 milioni sarà destinata alla ricerca industriale e allo sviluppo sperimentale, con l’obiettivo di introdurre nuove tecnologie, ampliare la gamma e rendere più avanzati i processi produttivi.

Questione più ampia di quel che si crede

La questione supera il semplice numero di motociclette costruite in Italia. Rafforzare Borgo Panigale significa mantenere sul territorio competenze specializzate, ricerca, progettazione e lavorazioni ad alto valore aggiunto.

Questo non significa, però, che Ducati abbia deciso di eliminare la produzione all’estero. L’internazionalizzazione è parte della strategia industriale dell’azienda da anni. Un accordo sindacale precedente, per esempio, prevedeva una distribuzione delle attività tra Borgo Panigale, Thailandia e Brasile, anche in funzione dei diversi mercati di destinazione.

La sfida, dunque, non è semplicemente “riportare Ducati in Italia”, perché Ducati in Italia c’è già. Il punto è decidere quanto della futura crescita industriale debba passare da Bologna. Gli investimenti annunciati nel 2026 indicano una volontà di rafforzare lo stabilimento storico e le competenze italiane, mentre la presenza produttiva internazionale continuerà a essere parte dell’organizzazione globale del marchio.

A rendere poi il tema ancora più delicato è il contesto del gruppo Volkswagen, proprietario di Ducati attraverso Audi. Il futuro di Ducati in Italia, quindi, si gioca soprattutto sulla capacità di trasformare gli investimenti annunciati in nuova produzione, competenze e occupazione