Lavoro e coronavirus, la storia di Stella, licenziata perché malata

Posted on 18 Febbraio 2021

coronavirus necessario ancora sistanziamento sociale

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La pandemia di coronavirus ha senza dubbio messo in difficoltà il mercato del lavoro su diversi livelli, portando conseguenze importanti per i lavoratori: è emblematica in tal senso la storia di Maria Stella, licenziata perché ammalatasi di Covid-19.

Coronavirus e problemi di occupazione

Sono molte le persone che a causa della pandemia hanno perso la propria occupazione e tra un bonus economico e tanta pazienza sono stati molti gli individui che si sono dovuti adattare ai cambiamenti del mercato del lavoro. La storia di Maria Stella, svoltasi a Lucca, è in qualche modo divenuta virale per la sua chiarezza e gravità. Questa donna vive in Toscana e da due anni e mezzo lavorava come collaboratrice domestica presso una famiglia benestante, con un contratto a tempo indeterminato e part-time. Come spiega lei stessa a Fanpage che ha raccolto la sua storia, questa sicurezza dettata dalla tipologia di assunzione l’aveva anche spinta a sottoscrivere un mutuo per comprare casa. A novembre la donna si è sentita male ed ha subito pensato di poter aver contratto il virus. I sintomi erano infatti molto intensi e l’incapacità di riuscire addirittura a stare in piedi hanno portato la collaboratrice, giustamente per precauzione, ad avvertire i propri datori di lavoro della necessità di fare un tampone e di stare in isolamento.

I due, anziani di una certa età, sono stati sottoposti al test e sono risultati negativi. Maria Stella, a causa del coronavirus, è arrivata a perdere addirittura 8 kg e molta della sua forza fisica:  e, una volta negativizzata, la spossatezza e alcune conseguenze della malattia l’hanno costretta a non tornare immediatamente al lavoro.

Contratto a tempo indeterminato non assicura protezione

la storia di maria stella

I suoi datori non si erano opposti alla comunicazione del prolungamento della sua assenza, durata in totale due mesi: nel contratto della donna, tra l’altro, non era previsto il pagamento dei giorni di malattia oltre ai primi quindici. Nel momento in cui la donna ha comunicato la propria disponibilità a tornare al lavoro ha ricevuto una notizia sconcertante: è stato comunicato che non c’era bisogno che riprendesse servizio. Senza avvertimenti ne altre comunicazioni durante il suo periodo di allontanamento.

Maria Stella ha contattato i sindacati per scoprire se il comportamento del proprio datore di lavoro possa essere considerato accettabile o meno e se vi siano delle tutele da poter applicare, nonostante il contratto sia stato di tipo privato. Al momento è ancora in attesa e senza occupazione. Perché le sue vicissitudini sono importanti? Perché storie come la sua sono più comuni di quel che si creda e la presenza di un contratto a tempo indeterminato non rappresenta nessuna vera tutela per i lavoratori come lei.

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