Stellantis? Niente premio di produzione per i lavoratori di Mirafiori. L’azienda ha presentato i suoi ultimi risultati finanziari e quel che appare evidente è che si trovi ancora all’interno di contesto complesso per l’industria automobilistica.
Risultati non eccelsi per Stellantis
Un problema difficile da superare dove Stellantis si trova ad avere a che fare con il rallentamento della domanda europea, la transizione elettrica e una crescente competizione internazionale. I numeri mostrano un gruppo ancora solido, capace comunque di generare ricavi significativi e di mantenere una posizione finanziaria importante. Ma non mancano le prove delle difficoltà attraversate negli ultimi anni. Soprattutto in alcuni mercati, con cali delle consegne e pressioni sui margini.
I vertici hanno sottolineato come la strategia di contenimento dei costi e una maggiore attenzione finanziaria abbiano consentito di conservare la redditività nonostante una situazione meno favorevole rispetto agli anni precedenti.
La normalizzazione dei prezzi, dopo la fase eccezionale seguita alla pandemia e alla crisi dei semiconduttori, ha inciso sui risultati. Allo stesso tempo, Stellantis ha confermato i suoi investimenti sull’elettrico e sull’innovazione tecnologica conscia della difficoltà che tale strategia comporta a livello globale.
In Italia, però, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle ricadute industriali e occupazionali. Il caso più emblematico è quello dello stabilimento di Mirafiori, storico polo produttivo torinese oggi impegnato principalmente nell’assemblaggio di modelli elettrici e di vetture di fascia alta. Negli ultimi mesi la produzione è stata caratterizzata da volumi ridotti e da periodi di cassa integrazione, conseguenza di una domanda non ancora sufficiente.
Niente premio di produzione per i lavoratori italiani

A questo quadro si aggiunge la decisione di non erogare il premio di produzione ai lavoratori dell’impianto. Il premio, legato al raggiungimento di determinati obiettivi di performance e risultati, non è stato riconosciuto perché i target fissati non sono stati centrati.
Per molti dipendenti si tratta di una notizia pesante, sia dal punto di vista economico sia da quello simbolico. Il premio rappresenta infatti non solo un’integrazione salariale importante, ma anche un segnale di condivisione dei risultati aziendali.
La mancata erogazione riflette le difficoltà specifiche del sito torinese, che sta affrontando una fase di transizione delicata. La produzione di auto elettriche richiede volumi adeguati per essere sostenibile e, al momento, il mercato non sta garantendo quella spinta necessaria. Inoltre, la concorrenza internazionale, in particolare dei produttori asiatici, sta aumentando la pressione sui prezzi e sui margini. Di certo un’erogazione del premio ai dipendenti italiani come occorso a quelli di altre realtà Stellantis sparse per il mondo avrebbe aiutato in qualche modo la situazione.
Viene spontaneo chiedersi se Stellantis abbia davvero fatto la scelta giusta.